Due giorni a Lecce perché sono andato a trovare mia sorella. In realtà questa idea era nata mesi fa, molto prima di Civitavecchia. Però questi due giorni erano proprio gli ultimi disponibili, poiché le temperature sono già alte e non era il caso di andare oltre. Probabilmente se ne riparlerà a settembre per ritornare, vediamo.
Ci sono andato con lo stesso pensiero di allora, vale a dire un suggerimento di papà: “Vai da qualche parte, vedi altre cose, va a trovare tua sorella per esempio”.
E poi comunque mi faceva piacere vederla dopo tanto tempo.
Però non è che avessi bisogno di questo consiglio, già di mio viaggio e mi sposto abbastanza, nell’illusione di distrarsi.
Ma mi rendo conto di non essere parecchio di compagnia alle persone. Tipo oggi siamo stati anche al mare, a Punta Prosciutto, e forse avrei voluto proporre un Luca un po’ più simpatico e un po’ più chiacchierone, ma sono stato per buona parte del tempo in silenzio. Anche perché, quando interrompo dal lavoro (con oggi pomeriggio iniziano le ferie), automaticamente il corpo cerca di recuperare tutta la stanchezza e il sonno perso.
Punta Prosciutto è il simbolo di come vanno le cose nella vita. Era tanto tempo che Andrea mi parlava di Punta Prosciutto, dicendomi che era uno dei posti più belli. Si, l’acqua era anche bella, nonostante oggi fosse sporca dalle alghe, ma la sabbia era rovente e c’era troppa, troppa gente in spiaggia per essere il 20 giugno.
Così una cosa bella e che mi ha incuriosito per tanto tempo finisce per essere nel complesso “un nulla di ché”. Manco le foto ho potuto fare per colpa della fiumana di gente e dei venditori ambulanti che ti chiedevano di comprare con una media di 3 minuti alla volta.
Ad uno stavo per dire “Ma andate dagli altri, vi chiamo io se ho bisogno di qualcosa!”
Il centro storico di Lecce è proprio bello, complice anche il giro serale. C’era una chiesa in particolare, che vedi nella prima foto, che mi ha ricordato un vecchio gioco d’infanzia: “Opera Fatal”. Era un giallo a scopo didattico, dove il protagonista, un maestro di musica, doveva eseguire la prima del “Fidelio” di Beethoveen. Ma qualcuno gliel’ha
nascosta, e per trovarla deve rispondere alle domande di questo soggetto, che ha sparso nel teatro. Domande relative alla teoria musicale. Nel mio ricordo c’era molta più somiglianza. Forse era la prospettiva della foto, ma vabbè, non fa niente.
Un gelato, abbiamo terminato la passeggiata e poi dritti a casa.
Alle volte mi piace fantasticare anche su storie che potrebbero essere inventate li per li:
Queste due foto sono state scattate in due momenti differenti, ma a poca distanza l’uno dall’altro. Chiaramente questo effetto “sfocato” è dovuto al fatto che queste due persone erano in movimento. Però, con un po’ di fantasia, potrebbe anche diventare altro.
Magari potrebbe diventare una storia dove queste “sagome sfocate” potrebbero essere i ricordi di queste due persone rimaste in questa piazza. Che so, e dico la prima cosa che mi passa per la testa, immagina che potrei raccontarti la storia di Romeo e Giulietta (oppure di Ibn Bakkar e Shams an-Nahàr, dalla quale trassi la canzone “(S)aula 12”, ma questa è un’altra storia). Magari potevano essere due anime, due ricordi di qualcuno che si è amato e non ha potuto vivere il rapporto, e sorpresi a stare insieme di nascosto, vengono uccisi. E da spiriti, non scelgono di proseguire oltre ma di restare in quella piazza per amarsi per sempre.
Ma potrebbero essere tante cose, una canzone simile, come dicevo, era “(S)a(u)la 12”. È una via di mezzo tra “Sala” e “Aula”, in quanto è sospesa tra sogno e realtà, ambientata in un’UNISA che è anche un castello. Merito del mio professore di filosofia, il prof. Cambi che incantava tutti con le sue lezioni, raccontando anche miti e storie avvincenti. Ma senza divagare troppo, era una trama simile, questo re/studente che aveva perso la sua bella amata e ne aspettava il ritorno. Quando lei ritorna, lui vede che “alla fine della sua mano ne inizia un’altra”.
Il giorno dopo siamo andati a mangiare da Rosetta, una pizzeria dietro casa di mia sorella. Era molto buona e ho dimenticato di fare la foto per fare la mia recensione. La prossima volta che ci ritorno.
Comunque abbiamo avuto una conversazione molto importante, ed era un po’ di tempo che non parlavamo cosi. Ho avuto anche modo di vedere degli aspetti della sua vita in comune con i miei. È stato bello.
Poi siamo andati a Calimera, che sono capitato alla “Festa dei Lampioni”. Molto belle e suggestive!
Più avanti, puoi vedere le foto della Festa dei Lampioni
In seguito, ho assistito al concerto dei Bottari, questo gruppo di Macerata Campania (CE), col quale collabora anche Enzo Avitabile, famosi perché suonano le botti in qualità di strumenti musicali.
È stato curioso che sono andato in Salento per ascoltare le sonorità della mia terra e, due giorni dopo a Casalduni (BN), un gruppo popolare salentino.





